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venerdì 20 febbraio 2009
Guida al Conto Energia - edizione 3 marzo 2009
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martedì 13 gennaio 2009
GSE: pubblicato il Rapporto 2007 – 2008 sul fotovoltaico
E' disponibile sul sito del GSE il Rapporto delle attività relative all'incentivazione degli impianti fotovoltaici con il meccanismo del Conto Energia.
Il documento fornisce indicazioni circa i risultati ottenuti nel periodo di tempo che intercorre tra il settembre 2007 e l'agosto 2008, differenziandoli in relazione al sistema di incentivazione di riferimento, Vecchio o Nuovo Conto Energia.
Il Rapporto, in particolare, illustra aspetti quali le domande ricevute dal GSE, la gestione commerciale ed amministrativa e le verifiche ispettive effettuate dal GSE.
Per ogni provincia, sono riportate la localizzazione degli impianti fotovoltaici entrati in esercizio, la relativa potenza di esercizio e la produzione elettrica effettiva.
I dati resi noti dal GSE attestano che al 7 gennaio 2009 sono entrati in esercizio complessivamente:
- 19.052 impianti fotovoltaici per una potenza di 145 MW, grazie al Nuovo Conto Energia
- 5.069 impianti fotovoltaici per una potenza di 117 MW grazie al Vecchio Conto Energia.
Valutando le richieste che il GSE sta ricevendo relative ad impianti entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2008, la stima effettuata dal GSE è di una potenza fotovoltaica complessiva entrata in esercizio al 2008, grazie al Nuovo Conto Energia, pari a circa a 280 MW.
lunedì 12 gennaio 2009
I pannelli del futuro? Li facciamo con lo spray fotovoltaico
Già si era arrivati a creare un foglio flessibile di silicio che, non dovendo stare rigido, non ha bisogno di pesanti intelaiature di sostegno.Gli impieghi sono aumentati notevolmente e poi si è trovata anche una alternativa al silicio, fino ad oggi unico supporto usato.
Un nuovo polimero organico che ha le stesse proprietà elettriche del silicio ma ha una versatilità nettamente maggiore. Per esasperare questa versatilità i ricercatori dell’università della Florida, che hanno scoperto questa nuova alternativa, hanno letteralmente sciolto le celle solari in uno spray. Praticamente possono essere spruzzate come vernice su qualsiasi supporto. Per capire la resa di queste micro celle spray si deve pensare che hanno concentrato 20 celle in 2 centimetri quadrati. Per ora gli utilizzi sperimentali sono ovviamente molto limitati, ma forse un giorno come alternativa alla vernice per qualsiasi oggetto ci sarà anche quella a celle solari.
[fonte]
Inizia il corso fotovoltaico
Avrà inizio martedì 13 gennaio il corso dell'anno 2009 di "Impiantistica e Tecnologia Fotovoltaica" rivolto a elettricisti, installatori e consulenti del settore interessati alla conoscenza ed all'acquisizione delle competenze
Durante il corso, che si svolgerà nella sede di Confimpresa, via Romana 109, Arezzo, verranno fornite le attuali informazioni progettuali, illustrati progetti tipo ed esaminate le procedure per l'ammissione alle tariffe incentivanti in Conto Energia.
L'obiettivo del corso è permettere la conoscenza e l'acquisizione di strumenti, metodologie e competenze che mettano in grado di poter operare in maniera autonoma nel settore della progettazione, pianificazione economica ed installazione di sistemi fotovoltaici.
[fonte]
Pannelli solari, perchè servono?
Utilizzando i pannelli solari termici non si andrà incontro al rischio di rimanere senza l’acqua sanitaria, ma il loro scopo è quello di supportare i mezzi già esistenti con in più il grosso vantaggio economico legato alle spese del gas. E' un dato appurato che l’installazione pannelli solari determina un abbassamento effettivo delle spese del riscaldamento dell’acqua. Grazie ad alcuni studi scientifici, è stato calcolato che grazie all’insolazione italiana, maggiore di quella di tanti Paesi del Nord Europa, e ad una istallazione pannelli solari neanche troppo alta, si abbattono le spese regionali del consumo di metano di circa 8 milioni di metri cubi e di 80 gwh nell’ impiego di energia elettrica. Inoltre da oggi è possibile guadagnare grazie alla produzione di energia. Per venti anni, attraverso un incentivo statale, ogni kw/h di energia prodotto dal vostro impianto fotovoltaico, o potrete rivendere 0,50 euro.
In pratica anche con un impianto fotovoltaico piccolo si potranno guadagnare più di 1000 euro l’anno, mentre in 7-8 anni è possibile ripagare il costo dell’impianto fotovoltaico. Il meccanismo del “Conto energia” è molto semplice: non è altro che un contratto tra chi gestisce la rete elettrica (GSE) e l’utente. “Conto Energia” riesce ad abbattere drasticamente la spesa dell’energia elettrica della
propria casa. Inoltre, nella Finanziaria ci sono stati rilevanti sgravi fiscali. Negli ultimi tempi questa direttiva ha aumentato l’utilizzo dell'energia solare, generando un risparmio nella spesa energetica
degli utenti , ma anche dello Stato, che comprando l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici può economizzare sui materiali e sulle centrali.
Conto energia si rivolge a chiunque volesse far diventare l’installazione Pannelli solari, un vero e proprio secondo reddito. Non è necessario che l’utente abbia già un impianto al momento della consegna della domanda. La cosa che più importa è che l’installazione avvenga in un anno dalla presentazione della domanda. Pena la scadenza della domanda. A Febbraio del 2007 è stato discusso ed approvato il nuovo Conto Energia che apporta alcune modifiche e novità rispetto al vecchio modello. Il Decreto sostiene soprattutto tutte le aziende ed i privati che hanno consumi elettrici molto alti e che vogliono e possono installare impianti fotovoltaici in base allo spazio che hanno a disposizione ed al loro budget economico .
[fonte]
venerdì 9 gennaio 2009
2059 Ovvero: L'anno che verrà, seconda parte
Esistono ancora circa 150 milioni veicoli con motore endotermico , prevalentemente concentrati nei paesi produttori di petrolio (si continua ad estrarre petrolio, come detto, per circa 20 milioni di barili/giorno) che funzionano però, dati i costi raggiunti dal barile (350 dollari a valore costante 2008) con carburanti ricavati dal carbone, a biogas e alcune decine di veicoli sperimentali ad idrogeno, per lo più visibili nei musei.
Le auto sono elettriche, con batterie al litio ferrofostato ed autonomia di circa 600 km tra una ricarica e l’altra.
Le batterie possono essere ricaricate o alle apposite aree di servizio o mediante induzione magnetica attraverso il manto stradale, grazie ad una piastra continua coperta. La circolazione sulle vie di grande comunicazione è completamente automatica e gestita dal sistema centrale. Al momento del passaggio della barriera (che somiglia al nostro telepass) l’auto viene presa in consegna e portata alla destinazione richiesta dal conducente nel tempo più breve possibile, nel modo più economico possibile o in una qualunque combinazione tra le due esigenze, ovviamente nel rispetto del tutto automatico e garantito delle norme sul traffico e di sicurezza. Le navi sono elettriche, con generatori eolici di alta quota e di media quota, mentre sulle breve tratte e per il naviglio minore esistono generatori ad asse verticale che garantiscono semplicità ed efficienza con bassi costi ed modesti ingombri.
Cominciano ad avere una certa diffusione, per le incombenze quotidiane, dei veicoli di concezione totalmente nuova, ideati come evoluzione estrema del carsharing: i modulors, robot trasportisti in grado di autoassemblarsi ed autoorganizzarsi a seconda delle esigenze trasportiste sia del singolo che della collettività.
Essendo essi ovviamente in rete telematica, non resta al singolo cittadino che sistemarsi all’interno del guscio piu’ vicino ed indicare destinazione e esigenze di trasporto. Sulla base delle esigenze indicate e di quelle analogamente indicate dai modulors piu’ vicini viene stabilito il numero di moduli da assemblare, le loro caratteristiche e la geometria da adottare. Il tutto avviene tipicamente nel giro di 30 secondi dopo i quali il viaggio comincia in automatico, eventualmente assemblando piu’ modulor insieme sia per le particolari esigenze trasportiste del singolo ( un modulor base è in grado di trasportare una persona seduta e venti kg di bagaglio e può raggiungere velocità intorno ai 100 km/ora, laddove consentito) e collettive in un intorno di cento metri, sempre che, ovviamente, non si sia stabilito un tempo di inizio del viaggio.
Esistono tariffe differenziate per età, distanza, periodo e caratteristiche di autoaggregazione dei moduli. Dati i notevoli risparmi tariffari, non è infrequente vedere composizione anche di 5-10 moduli a formare una specie di piccolo convoglio ferroviario.
Gli aerei sono utilizzati prevalentemente per scopi militari. Per il trasporto si utilizzano navette intercontinentali in grado di connettere Londra e New York in circa un ora basate su tecnologie ram jet o similari. Queste però sono relativamente poco diffuse e riservate ad elites facoltose.
La maggior parte del trasporto passeggeri e merci aereo si svolge con dirigibili fotovoltaico grandi circa il doppio dello Zeppelin mossi da motori elettrici vettoriali a tre assi ricaricati tramite film fotovoltaico. I dirigibili volano fra 10.000 e 15.000 metri di altezza sfruttando le correnti a getto, le celle fotovoltaiche permettono anche di produrre l’idrogeno che gonfia solo circa il 25% del dirigibile, circondato da involucri pieni di elio, un gas inerte ed ininfiammabile.
L’idrogeno viene utilizzato, in pratica, per mantenere l’assetto neutro del dirigibile nonostante la variazione dei carichi.
Su terra la maggior parte dei trasporti avviene su ferrovia, specialmente per quanto riguarda i passeggeri. Gli alti costi di manutenzione delle linee sono ampiamente compensati dai bassi costi dell’energia dato che le linee sono quasi interamente coperte da pannelli fotovoltaico con il duplice vantaggio di ridurre costi e perdite di trasporto e di ridurre i consumi legati alla climatizzazione dei treni.
Agricoltura
In agricoltura, dopo una crisi gravissima che ha portato al dimezzamento della produzione a causa dell’esaurimento delle falde, dell’erosione diffusa del suolo dell’aumento verticale dei costi dei carburanti delle sementi (ormai sterili essendo OGM) e dei fertilizzanti, si è ricominciato ad avvicinarci alla produzione dei primi anni del secolo grazie ad un intensivo lavoro di recupero ripristino e riorganizzazione del territorio, allo smantellamento dei distretti industriali (sorti in buona parte sui migliori terreni agricoli), all'apporfondito studio di metodi di coltivazione sostenibili, di fertilizzazione naturale, di lotta integrata alle piante infestanti. Gli occupati nel settore sono fortemente aumentati tornando ai livelli di quasi un secolo prima.
La loro condizione sociale e materiale è però grandemente migliorata anche grazie all’applicazione di tecniche di gestione moderne ed efficaci e della disponibilità di manodopera basso costo proveniente dai settori industriali e terziario, ampiamente in crisi nei passati decenni ed ora in lento, prudente, recupero.
Il globalismo è quasi completamente scomparso, le filiere produttive sono corte, la stagionalità dei prodotti disponibili è ampiamente rispettata.
Clima
Dopo alcuni disastrosi tentativi di controllo del clima ci si è dovuti arrendere alla impossibilità di gestire in modo affidabile i parametri necessari ad controllo affidabile e si è cercato di lavorare sul fronte della riduzione del danno limitando in modo proattivo tutte le fonti di emissioni di CO2. Grazie anche al progressivo esaurimento delle fonti di energia fossili, il livello di CO2 è in lento calo, dopo aver raggiunto e superato le 450 parti per milione intorno al 2025, con un innalzamento del livello dei mari di circa un metro che ha provocato fra le altre cose la parziale distruzione di Venezia nell’Uragano del 2034 e la seconda guerra interindiana del 2045. Le temperature dovrebbero aumentare ancora per circa un paio di decenni per poi calare abbastanza gradualmente ai livelli del secolo scorso, verso il 2150.
L’aumento delle temperature a causa dello scioglimento del permafrost e del rilascio di miliardi di metri cubi di metano nell’atmosfera, è stato particolarmente violento nella Siberia, dove si sono dovute abbandonare la maggior parte delle città a causa dei disastrosi cedimenti del suolo dovuti ai due fenomeni.
Grazie al riscaldamento globale, tuttavia, è stato possibile coltivare il grano su circa 15 milioni di km quadrati di terre dell’estremo nord in permanenza improduttive, permettendo di scongiurare la morte per inedia di ulteriori centinaia di milioni di persone dopo le spaventose siccità del periodo 2015-2025, che hanno distrutto i raccolti americani europei e cinesi.
Nel 2056, dopo più di 25 anni di inverni grigi e piovosi, è finalmente nevicato di nuovo a Mosca, ed il governo ha indetto un giorno di festa straordinario per celebrare degnamente l’evento.
Abitazioni residenziali
Le grandi città sono un ricordo del passato.
Solo le capitali e/o i grandi centri finanziari e commerciali (portuali) resistono ancora, New York, Shangai, Londra, Parigi, Roma, sia pure con dimensioni più o meno dimezzate rispetto a quelle massime.
Alcune megalopoli sono stata addirittura abbandonate, prevalentemente per motivi climatici (anche se, nel caso di Pechino e di New Delhi, abbiano influito anche le conseguenze del reciproco bombardamento atomico con armi ad alta emissività e bassa potenza) La microgenerazione elettrica insieme alla pratica della microcoltivazione, in alcuni casi addirittura idroponica, è capillarmente diffusa.
Le migliaia di grattacieli costruiti nei decenni a cavallo tra il XX ed il XXI secolo sono stati demoliti per recuperarne i preziosi materiali, fatti salvi quelli più imponenti o con valore storico od estetico particolarmente rilevante.
Anche questi sono stati sottoposti ad ampie ed importanti ristrutturazioni al fine di renderli compatibili con una gestione energeticamente efficiente, nei limiti della tipologia di edificio, intrinsecamente energivora. Analogamente sono stati demoliti circa il 70% degli edifici in cemento armato sia per il progressivo degradamento strutturale di questi edifici (soggetti ad un ciclo di invecchiamento paragonabile a quello della vita umana) sia per recuperare materiali utili, in primo luogo i ferri.
I nuovi edifici vengono realizzati con un mix di polimeri e materiali sintetici ad alta resistenza e durata e materiali tradizionali. Le dimensioni sono generalmente modeste ed a misura d’uomo, cercando di privilegiare una struttura autoaggregativa già peraltro annunciata dagli esperimenti urbanistici degli anni 40 e 50 nei paesi nordici, ad esempio Stoccolma, Amsterdam e simili.
Negli Stati uniti circa 120 milioni di persone si sono trasferite, abbandonando buona parte delle grandi città per le quali era comune venuto meno il motivo d’essere. Tra le città abbandonate primeggiano quelle della Louisiana e della Florida (sommerse definitivamente dopo la stagione degli uragani del 2018, con 2 uragani di categoria 5, e 3 di categoria 6, ovvero con venti oltre le 300 miglia orarie). L’abbandono delle metropoli è stato accelerato dal collasso della federazione del 2026 e dalle successive guerre di secessione terminate con una pace ed una confederazione.
Solo nel 2040 circa il traffico di merci ha raggiunto i livelli della metà del secolo scorso, anche grazie alla realizzazione di un sistema di ferrovie moderno, cominciato introno al 2015, dopo la prima crisi petrolifera post picco (il picco della produzione del petrolio si è verificato, come detto nel terzo quarto del 2008 o, secondo alcuni studiosi, nel secondo quarto del 2010).
Vita quotidiana
La vita quotidiana è un interessante mix di semplicità arcaica ed high tech. La connessione internet iperveloce permette di accedere istantaneamente a qualunque genere di informazione in tempo reale, senza attesa, neppure breve. Un film tridimensionale in formato extravid con audio surreal, che occupa circa 2,5 terabyte di informazione, può essere scaricato in circa 5 secondi da una connessione media.
I viaggi personali sono cari, rari e costosi, all’incirca come negli anni 50 del secolo scorso ed anche i tempi di percorrenza, eccettuato per i viaggi sulla navetta suborbitale, accessibili solo per l’1 per mille affluente della popolazione, sono simili.
Purtuttavia sia la struttura del lavoro (l’orario di lavoro dopo il collasso del sistema finanziario e nell’urgenza di mantenere i posti è stato ridotto, in tutto il mondo a 15 ore settimanali) sia quella sociale sono stati modificati profondamente eliminando in pratica la necessità di viaggiare se non per diletto. Rispetto alla società impersonale in voga nei primi anni del secolo si da grande importanza ai rapporti personali tra membri della stessa comunità e le occasioni di svago e di incontro sono soprattutto volte al mantenimento del tessuto sociale locale, mentre i contatti con il resto del paese è svolto soprattutto intermini virtuali, tramite la rete.
Dati i costi elevatissimi raggiunti dai prodotti alimentari, buona parte della popolazione si diletta ( o piuttosto si cimenta) nella coltivazione e nell’allevamento per uso personale, magari organizzandosi per utilizzare i pochi spazi incolti o i terreni condominiali a tal scopo.
Tra gli spot hanno la prevalenza quelli basati sulla cooperazione, la riflessione e l’impegno personale, tutte qualità essenziali in una società che , dopo gli orrori dei primi decenni del secolo ha deciso di abbattere il più possibile stimoli e ragioni di aggressività.
La vita media è, potenzialmente, di circa 180 anni, grazie ai progressi dell’ingegneria genetica e potrebbe diventare anche maggiore se non fosse per la necessità di tenere in qualche modo attivo l’essere umano sottoponendolo inesorabilmente a qualche forma di rischio.
In effetti i maggior rischio di morte si ha intorno ai 20 anni e poi intorno ai 95 ambedue, prevalentemente, per suicidio.
Il controllo delle nascite è lasciato alle scelte dei singoli ma in pratica sono fortemente sconsigliate le famiglie con più di due bambini e, in particolare, le cure ed i trattamenti per il prolungamento della vita oltre i 95 anni sono concessi solo previa sterilizzazione (in precedenza vi erano stati casi di madri di 100 anni).
L’età media della popolazione è quindi elevata e, su base mondiale oscilla intorno ai 55 anni. La fascia di età più interessante ai fini del marketing è quella cosiddetta delle “Grey Panther” ovvero quella che va dai 65 ai 95 anni.
La carta stampata continua ad essere presente benché venga utilizzata, prevalentemente, per i libri e poche riviste di pregio, Il resto della formazione ed informazione viene svolta dai lettori virtuali o dai robot di casa che, a conoscenza dei gusti ed interessi del padrone, lo informano delle novità ed opportunità del giorno.
Le religioni, che hanno avuto un prepotente ritorno nei momenti di crisi dei primi decenni del secolo, hanno ancora una importanza notevole, soprattutto per quanto concerne la sensibilità verso i propri discendenti e la necessità di un comportamento eticamente corretto ed attento alle esigenze della comunità.
In generale, rispetto ai folli anni a cavallo tra il XX ed il XXI secolo, è aumentata la consapevolezza della necessità di una concordia tra persone, classi sociali, categorie, stati per l’affrancamento dallo stato di disperazione e di indigenza in cui ha versato buona parte dell’umanità fino a pochi anni fa’.
Rifiuti
I rifiuti, nel senso in cui erano intesi nei folli anni a cavallo tra il XX ed il XXI secolo non esistono più.
In primo luogo, grazie all’accorciamento delle filiere produttive non sono più necessari imballaggi e/o contenitori particolarmente complicati.
In secondo luogo detti imballaggi, a causa dei costi della materia prima, non derivano dal petrolio che in rarissimi casi ( prevalentemente legati a particolari prodotti biomedicali) essendo per lo più derivati dalla trasformazione di molecole di origine vegetale ( ad esempio molte plastiche derivano dall’amido, secondo un procedimento chimico per la prima volta messo a punto proprio in Italia introno all’ultimo quarto del XX secolo).
I metalli sono integralmente riutilizzati: Con l’esaurimento progressivo delle principali miniere di rame, stagno, piombo, Ferro e con l’aumento esponenziale del costo di produzione dell’alluminio è diventato incredibilmente conveniente riciclare gli scarti metallici e la raccolta porta a porta è attivamente svolta da numerose società grandi e piccole con un riconoscimento monetario ai conferitori che può arrivare al 75% del valore di mercato del metallo stesso.
La diffusione dei dissociatori molecolari permette la produzione di quantità non trascurabili di idrocarburi sintetici, prevalentemente metano, propano e butano, benché, per particolari necessità, siano ancora prodotti anche gli idrocarburi più pesanti, una volta usati nei motori endotermici.
mercoledì 7 gennaio 2009
Il mercato dei fiori produrrà energia pulita
E’ il progetto nato da una collaborazione tra l’Amaie, il Comune di Sanremo e l’Ucflor (la cooperativa che gestisce il complesso di valle Armea), e che è stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche di Palazzo Bellevue, già nel 2009, con un investimento previsto in 8 milioni e l’avvìo dei lavori programmato per il quarto quadrimestre dell’anno. La pratica è affidata all’ingegnere Giuseppe Terracciano, dirigente del settore lavori pubblici 2 del Comune.
Il progetto assume un particolare segnificato perché aggancia al discorso della floricoltura, e in questo caso al complesso per la commercializzazione e la lavorazione del prodotto in valle Armea, quello dell’energia rinnovabile e dell’ambiente. Il Comune, poi, vorrebbe anche cogliere l’occasione per sistemare con una struttura leggera (su cui appunto collocare poi i pannelli) il tetto dell’edificio dei magazzini, che negli anni si è rivelato assolutamente mal concepito e inadeguato, tanto che ad esempio a causa della sua conformazione non riesce a smaltire l’acqua piovana.
La superficie disponibile è di circa 15 mila metri quadrati (30 mila se l’iniziativa verrà estesa anche all’edificio del mercato vero e proprio, quello che ospita la sala contrattazioni, gli uffici, i servizi), e inizialmente si era pensato di allestire un impianto solare attraverso il quale alimentare il sistema che “produce” il freddo nei frighi dei commercianti di fiori.
Ora si è optato invece su una copertura di pannelli fotovoltaici che sarebbe in grado di produrre l’energia elettrica necessaria al complesso floricolo, ma soprattutto (almeno per i tre quarti) di venderla affinchè venga immessa in rete. «Abbiamo calcolato che un simile impianto possa produrre oltre un megawatt di elettricità», spiega il vicepresidente dell’Amaie Fiorenzo Gimelli, che sta seguendo il progetto.
Quanto all’aspetto finanziario, cioè a come trovare le risorse per realizzare l’operazione, sul tavolo erano state messe varie opzioni: da un finan- ziamento diretto da parte del Comune (ora improponibile viste le difficoltà a far quadrare il bilancio) all’accensione di un mutuo, sino a un accordo con un gruppo privato che realizzi e poi gestisca l’impianto, impegnandosi a versare un canone annuale a Palazzo Bellevue.
E una collaborazione con i privati oggi appare la strada più facilmente percorrribile: già diverse ditte hanno manifestato il loro interesse ad allestire la copertura in pannelli fotovoltaici da cui ricavare preziosa energia elettrica che, tra l’altro, avrebbe la “conformità verde”, in quanto rinnovabile e pulita, e quindi un prezzo di mercato più alto.
Si pensa dunque a una gara con la formula del “project financing”, per individuare un soggetto che costruisca e consegni l’opera “chiavi in mano”, e che poi ne acquisisca la gestione per un certo numero di anni, attraverso i quale ammortizzare l’investimento e poi farlo fruttare.
Peraltro, nel complesso che ospita i magazzini i commercianti privati sono sempre meno (altro sintomo della crisi del comparto), diversi locali sono rimasti vuoti e ormai una considerevole parte dell’edifico è occupata dalle cooperative. Quello dell’impianto fotovoltaico non è l’unico progetto in cantiere che riguarda il rapporto tra floricoltura, energia ed ambiente. Sempre l’Amaie, ad esempio, ha elaborato una proposta per il riutilizzo delle acque reflue del depuratore per l’irrigazione delle aziende floricole, che oggi in gran parte consumano l’acqua potabile della rete cittadina.
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lunedì 5 gennaio 2009
I.D.E.E. :L'informazione sull'efficienza energetica nelle scuole
L’Assessorato all’Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio che ha promosso l’iniziativa in collaborazione con Sviluppo Lazio e con Ecoscuola, ha inserito il I Circolo di Anzio diretto dalla Dott.ssa Elisabetta Spaziani da sempre attivo rispetto alle tematiche ambientali, nel progetto Ecoscuola invitando i docenti a parteciparvi. All’interessante convegno erano presenti l’Assessore Filiberto Zaratti, il Prof Aldo Di Carlo Co-direttore del Polo Solare Organico della Regione Lazio, il Prof Fabio Massimo Frattale Mascioli Responsabile del Polo Mobilità Sostenibile della Regione Lazio, Vincenzo Naso Direttore del C.I.R.P.S., Roberto Ballarotto dello Sportello Kyoto, Daniele Zavalloni dell’Ecoistituto delle Tecnologie Appropriate di Cesena, coordinati da Sergio Ferraris Comunicazione Assessorato all’Ambiente.
Quest’ultimo ha rivolto il primo ringraziamento alle scuole elementari e medie che negli anni, con il loro assiduo lavoro, hanno reso particolarmente attenti e sensibili ai temi della sostenibilità, gli adulti di oggi; la mancanza più grave invece viene dal governo che non ha concretizzato e supportato l‘impegno delle scuole con adeguate iniziative. L’Assessore Zaratti ha dichiarato che la Regione darà un contributo affinchè le scuole siano dotate di pannelli solari divenendo autosufficienti sul piano energetico al punto da produrre e vendere energia acquistando con i proventi nuovi strumenti didattici; Zaratti e Mascioli hanno ribadito l’importanza di investimenti sulle scuole e sulla ricerca per il futuro del nostro paese e delle nostre generazioni: gli obiettivi da conseguire sono il 20% in meno di emissioni di gas serra, il 20% di fonti rinnovabili, il 20% in più efficienza energetica. In particolare il Prof. Frattale Mascioli ha illustrato il lavoro del Polo per la Mobilità Sostenibile che è nato da un accordo tra l’ L’Assessorato all’Ambiente di Roma, il Dipartimento Infocom della Sapienza e il Comune di Cisterna di Latina in cui ha sede. Si tratta di un centro di sperimentazione e innovazione tecnologica che è diventato un punto di aggregazione per le piccole e medie imprese che operano nel settore della mobilità ma anche per professori e ricercatori di diverse università nonché per giovani ricercatori, dottorandi e studenti. Le attività di Ricerca e Sviluppo si concentrano in particolar modo sulla propulsione ibrida termico-elettrica e totalmente elettrica, sui materiali innovativi, sull’infomobilità e sullo sviluppo di infrastrutture per la mobilità sostenibile (stazioni di ricarica e sistemi per la gestione di flotte a basso impatto ambientale), e hanno già portato alla realizzazione di diversi prototipi di veicoli a bassa o zero emissione e allo sviluppo di progetti per implementare modelli di sviluppo sostenibile a valorizzazione delle realtà locali del territorio laziale. Davanti alla sede della Regione abbiamo ammirato uno splendido esemplare di supercar ecologica, uno dei veicoli sportivi usati anche in gare a livello internazionale.
L’intervento del Prof Aldo Di Carlo ha stupito tutti durante la spiegazione dello stato dell’ innovativa ricerca sul cosiddetto "fotovoltaico organico di Terza Generazione" svolta dal Polo di Tor Vergata, cioè sui pannelli solari al mirtillo. La tecnologia del solare organico infatti si ispira al processo della fotosintesi clorofilliana con l’ utilizzo anziché delle tradizionali celle fotovoltaiche in silicio, di una miscela di materiali in cui il pigmento di mirtillo è in grado di assorbire la luce. Inoltre Di Carlo ha spiegato che con i materiali impiegati che sono di basso costo e con i metodi di fabbricazione molto semplici, l'industrializzazione del fotovoltaico organico permetterà una notevole riduzione dei costi. Il Professore prevede che nel futuro ci sarà un aumento di posti di lavoro nel settore del sostenibile ed è quindi un bene, spiega “che i ragazzi sappiano cos’è l’energia rinnovabile e l’efficienza energetica”. Con un breve filmato ha presentato il kit che viene utilizzato nelle scuole per mostrare ai ragazzi come si costruisce una cella organica: tra gli strumenti non manca il succo di arancia o di mirtillo!
Vincenzo Naso ha illustrato invece il Polo nato a Civitavecchia per la creazione dell’idrogeno, sostanza non inquinante che al momento permette a 2 autobus usati per i crocieristi e per le scuole di percorrere 200 mila km all’anno. La produzione di idrogeno da sostanze naturali, estratto con processi non inquinanti, permette di generare elettricità, calore, freddo al punto che con questo sistema, piccole cittadine potrebbero essere totalmente indipendenti. Roberto Ballarotto ha fatto un excursus sullo stato delle energie rinnovabili nel Lazio sottolineando il fatto che siano divenute democratiche in quanto non più in mano a pochi, ma decentrate. A spezzare la fitta rete di interventi tutti molto avvincenti, Ursula Mainardi un’arteterapista della Cooperativa AmbeCò ha realizzato una suggestiva conferenza ecoteatrale sulle tematiche già citate con un approccio più emotivo: infatti per la loro trasversatilità permettono di essere espresse con i linguaggi più diversi.
Il Prof Daniele Zavalloni dell’Ecoistituto delle Tecnologie Appropriate di Cesena ha precisato che la responsabilità in fatto di educazione al sostenibile non può essere unicamente lasciata alla scuola, ma va suddivisa. La scuola può educare a compiere i piccoli gesti quotidiani, programmando quindi un percorso di apprendimento per comprendere il senso del limite e i comportamenti più corretti come la coltivazione di un orto, l’uso della compostiera, la limitazione delle fotocopie, l’eliminazione del pennarello che è tossico e inquinante; ha ricordato che il bere e il respirare sono beni insostituibili e le famiglie dovrebbero tutte impegnarsi nel risparmio energetico. Simone Ceccobelli del Comitato Scientifico Silver Vision International S.r.l. ha concluso l’intenso pomeriggio presentando e spiegando con simulazioni e dimostrazioni pratiche, il gioco educativo Rinnatural che sarà inviato anche al nostro Istituto. Tale strumento vuole essere un divertente supporto all’insegnamento e delinea concetti fondamentali avanzati in questi anni dal mondo della ricerca nazionale e internazionale relativi all’educazione ambientale e all’ energia. Bambini e ragazzi vanno dunque resi consapevoli del fatto che la terra e la nostra sopravvivenza dipendono dalla qualità delle nostre azioni quotidiane.
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venerdì 2 gennaio 2009
Spesa etica/ Fotovoltaico e imballaggi ridotti: le scelte verdi della Coop
Un esempio? Il tonno rosso, un pesce che rischia l'estinzione entro pochi anni se non ne verrà drasticamente ridotta la pesca di almeno il 50%, è stato letteralmente eliminato dai banchi Coop. Grazie a questa scelta 'etica' si stima che circa 6 mila esemplari si salveranno.
Sempre in campo ittico, la Coop aderisce anche al progetto “friend of the sea” dell’Earth island Institute. I pesci con questa certificazione sono pescati in modo da non danneggiare l’ecosistema marino. Un risultato non da poco considerando il modo “selvaggio” di catturare i pesci (con le reti a strascico che distruggono i fondali, per esempio…).
Coop si è anche data da fare nel campo degli imballaggi. Riducendo quelli dei prodotti a marchio Coop, utilizzando materiali biodegradabili e utilizzando cellulosa certificata Forest Stewardship Council, che garantisce cellulosa preveniente soltanto da foreste gestite secondo criteri di crescita lenta ed ecosostenibile.
Nelle Coop di Firenze “Centro Ponte a Greve” e di Rimini “I Malatesta” sono poi installati pannelli fotovoltaici per produrre energia elettrica. Nel 2001 Coop è stata la prima nella Grande Distribuzione, ad aderire al Programma Europeo Green Light sul risparmio energetico nell’illuminazione; questo le è valso il riconoscimento del Green Light Partner Awards 2006.
Infine di recente sono state applicate etichette che spiegano subito, di primo impatto, il materiale con cui sono fatti gli imballaggi e, di conseguenza, dove gettarli perchè siano riciclati.
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Rinnovabili: Scattano le nuove regole per lo scambio sul posto dell'energia
Il nuovo sistema è stato introdotto dall'Autorità per l'energia con l'obiettivo di garantire una maggiore semplicità contrattuale, più trasparenza ed efficacia di gestione e la corretta valorizzazione economica dell'energia elettrica immessa e consumata. Le nuove regole si applicano agli impianti di produzione da fonti rinnovabili fino a 20 kW e quelli da cogenerazione ad alto rendimento con potenza fino a 200 kW. Inoltre dal primo gennaio il valore dell'energia prodotta da piccoli impianti da fonti rinnovabili potrà essere utilizzato come eventuale 'credito' negli anni successivi senza più il limite di tempo di tre anni, come previsto in precedenza.
Il GSE fa sapere che il nuovo regime di scambio sul posto non ha alcun effetto sugli incentivi erogati agli impianti fotovoltaici e riguarda esclusivamente la regolazione dell'energia scambiata con la rete. Il passaggio dal vecchio al nuovo regime di scambio sul posto non comporta quindi nessunamodifica ai meccanismi di erogazione dell'incentivo previsto per l'energia prodotta dagli impianti fotovoltaici (conto energia fotovoltaico). Tutte le informazioni e le modalità per effettuare la domanda si possono trvare sul sito del GSE.
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