martedì 12 agosto 2008

Alberi fotovoltaici per le antenne dei cellulari

Le «base station», antenne e sistemi di trasmissione utilizzati dalla telefonia mobile, potranno utilizzare l’energia solare per auto-alimentarsi ma, per farlo, dovranno trasformarsi in una sorta di alberi fotovoltaici, ricoperti da pannelli solari in film sottile. L’idea è di due aziende, associate all’Andi, Archigia Srl e SuperNovaEnergie (Sne) Srl, che hanno depositato, in questi giorni, il disegno/modello comunitario relativo a «strutture a traliccio e pannelli per pali di sostegno di antenne per le telecomunicazioni». Ne dà notizia il presidente dell’Andi (Associazione nazionale degli inventori) Marco Mari che sottolinea: «si tratta di ipotesi progettuali innovative, sia nelle linee che nell’uso dei materiali e che, soprattutto, uniscono ad un aspetto gradevole una maggiore efficienza energetica delle base station». «Quella che proponiamo è una tecnologia semplice, leggera ed efficiente che utilizza film sottile fotovoltaico in silicio amorfo a tripla giunzione e che può essere integrata anche con l’applicazione di micro generatori eolici», spiega Adolfo Altieri presidente di Sne srl «un albero fotovoltaico può avere una potenza di 20 KWp e una capacità produttiva di 26.000 KWh l’anno». «Molte base station sono ubicate in ambiente rurale. Per questo abbiamo pensato agli alberi nell’immaginare un sistema di copertura fotovoltaica per le antenne. Da qui il battesimo del cipresso e dell’abete fotovoltaici», spiega l’architetto Francesco Giammateo Ad di Archigia.

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