venerdì 26 settembre 2008

Vicenza: al posto della base Nato un impianto Fotovoltaico?

E' la proposta avanzata da Davide Marchiani, candidato sindaco alle ultime elezioni per la Lista Civica Vicenza Comune a 5 Stelle, pochi giorni prima del referendum del 5 ottobre, in occasione del quale i vicentini dovranno scegliere il destino dell'area di circa 1.200.000 mq dell'ex aeroporto Dal Molin: lasciarla allo Stato, con conseguente realizzazione della Base Nato oppure acquisita dal Comune, che impiegherà il terreno per altri scopi, quale, ad esempio, la costruzione di un impianto fotovoltaico.In realtà, il progetto presentato prevede la realizzazione di 75 impianti fotovoltaici da 1Mwp ciascuno.La produzione complessiva di energia elettrica dovrebbe aggirarsi intorno agli 86.250 Mwh annui, sufficienti a coprire il fabbisogno di 25.000 famiglie, più della metà delle famiglie residenti a Vicenza (43.000).Gli impianti sarebbe installati su pensiline frangisole, con il doppio vantaggio, da un lato, di utilizzare il terreno per altri fini (esempio, un parcheggio), ottenendo, dall'altro lato, la massima Tariffa Incentivante possibile (impianto integrato).Il costo stimato dell'operazione è di 375 milioni di Euro. L'importo ottenibile dal GSE nell'arco dei 20 anni della durata dell'incentivo ammonterebbe a 745 milioni di euro.Nel progetto sono avanzate due proposte di finanziamento.La prima prevede un finanziamento bancario ad un tasso di interesse del 6% per 20 anni.In questo caso, il Comune riuscirebbe comunque a realizzare un guadagno annuale di 5 milioni di Euro.La seconda ipotesi comporta il finanziamento da parte della comunità, attraverso l'emissione di Buoni Ordinari Comunali (BOC).Ipotizzando un tasso di interesse del 4%, gli investitori incasserebbero nell'arco dei 20 anni per ogni 1.000 Euro investiti oltre 3.600 Euro (470 circa dal Conto Energia, il resto dal risparmio sulle bollette di energia elettrica).Ciliegina sulla torta: ogni anno sarebbero risparmiate complessivamente 45.000 tonnellate di CO2.Questo beneficio ambientale si tradurrebbe in un beneficio economico per l'Italia, che risparmierebbe quasi 18 milioni di Euro di penale nei 20 anni, per il mancato rispetto dei limiti fissati dal Protocollo di Kyoto.

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