venerdì 9 gennaio 2009

2059 Ovvero: L'anno che verrà, seconda parte

Nel mondo circolano circa 100 milioni di veicoli elettrici personali e una ventina di milioni di veicoli commerciali.

Esistono ancora circa 150 milioni veicoli con motore endotermico , prevalentemente concentrati nei paesi produttori di petrolio (si continua ad estrarre petrolio, come detto, per circa 20 milioni di barili/giorno) che funzionano però, dati i costi raggiunti dal barile (350 dollari a valore costante 2008) con carburanti ricavati dal carbone, a biogas e alcune decine di veicoli sperimentali ad idrogeno, per lo più visibili nei musei.

Le auto sono elettriche, con batterie al litio ferrofostato ed autonomia di circa 600 km tra una ricarica e l’altra.

Le batterie possono essere ricaricate o alle apposite aree di servizio o mediante induzione magnetica attraverso il manto stradale, grazie ad una piastra continua coperta. La circolazione sulle vie di grande comunicazione è completamente automatica e gestita dal sistema centrale. Al momento del passaggio della barriera (che somiglia al nostro telepass) l’auto viene presa in consegna e portata alla destinazione richiesta dal conducente nel tempo più breve possibile, nel modo più economico possibile o in una qualunque combinazione tra le due esigenze, ovviamente nel rispetto del tutto automatico e garantito delle norme sul traffico e di sicurezza. Le navi sono elettriche, con generatori eolici di alta quota e di media quota, mentre sulle breve tratte e per il naviglio minore esistono generatori ad asse verticale che garantiscono semplicità ed efficienza con bassi costi ed modesti ingombri.

Cominciano ad avere una certa diffusione, per le incombenze quotidiane, dei veicoli di concezione totalmente nuova, ideati come evoluzione estrema del carsharing: i modulors, robot trasportisti in grado di autoassemblarsi ed autoorganizzarsi a seconda delle esigenze trasportiste sia del singolo che della collettività.

Essendo essi ovviamente in rete telematica, non resta al singolo cittadino che sistemarsi all’interno del guscio piu’ vicino ed indicare destinazione e esigenze di trasporto. Sulla base delle esigenze indicate e di quelle analogamente indicate dai modulors piu’ vicini viene stabilito il numero di moduli da assemblare, le loro caratteristiche e la geometria da adottare. Il tutto avviene tipicamente nel giro di 30 secondi dopo i quali il viaggio comincia in automatico, eventualmente assemblando piu’ modulor insieme sia per le particolari esigenze trasportiste del singolo ( un modulor base è in grado di trasportare una persona seduta e venti kg di bagaglio e può raggiungere velocità intorno ai 100 km/ora, laddove consentito) e collettive in un intorno di cento metri, sempre che, ovviamente, non si sia stabilito un tempo di inizio del viaggio.

Esistono tariffe differenziate per età, distanza, periodo e caratteristiche di autoaggregazione dei moduli. Dati i notevoli risparmi tariffari, non è infrequente vedere composizione anche di 5-10 moduli a formare una specie di piccolo convoglio ferroviario.

Gli aerei sono utilizzati prevalentemente per scopi militari. Per il trasporto si utilizzano navette intercontinentali in grado di connettere Londra e New York in circa un ora basate su tecnologie ram jet o similari. Queste però sono relativamente poco diffuse e riservate ad elites facoltose.

La maggior parte del trasporto passeggeri e merci aereo si svolge con dirigibili fotovoltaico grandi circa il doppio dello Zeppelin mossi da motori elettrici vettoriali a tre assi ricaricati tramite film fotovoltaico. I dirigibili volano fra 10.000 e 15.000 metri di altezza sfruttando le correnti a getto, le celle fotovoltaiche permettono anche di produrre l’idrogeno che gonfia solo circa il 25% del dirigibile, circondato da involucri pieni di elio, un gas inerte ed ininfiammabile.

L’idrogeno viene utilizzato, in pratica, per mantenere l’assetto neutro del dirigibile nonostante la variazione dei carichi.

Su terra la maggior parte dei trasporti avviene su ferrovia, specialmente per quanto riguarda i passeggeri. Gli alti costi di manutenzione delle linee sono ampiamente compensati dai bassi costi dell’energia dato che le linee sono quasi interamente coperte da pannelli fotovoltaico con il duplice vantaggio di ridurre costi e perdite di trasporto e di ridurre i consumi legati alla climatizzazione dei treni.

Agricoltura

In agricoltura, dopo una crisi gravissima che ha portato al dimezzamento della produzione a causa dell’esaurimento delle falde, dell’erosione diffusa del suolo dell’aumento verticale dei costi dei carburanti delle sementi (ormai sterili essendo OGM) e dei fertilizzanti, si è ricominciato ad avvicinarci alla produzione dei primi anni del secolo grazie ad un intensivo lavoro di recupero ripristino e riorganizzazione del territorio, allo smantellamento dei distretti industriali (sorti in buona parte sui migliori terreni agricoli), all'apporfondito studio di metodi di coltivazione sostenibili, di fertilizzazione naturale, di lotta integrata alle piante infestanti. Gli occupati nel settore sono fortemente aumentati tornando ai livelli di quasi un secolo prima.

La loro condizione sociale e materiale è però grandemente migliorata anche grazie all’applicazione di tecniche di gestione moderne ed efficaci e della disponibilità di manodopera basso costo proveniente dai settori industriali e terziario, ampiamente in crisi nei passati decenni ed ora in lento, prudente, recupero.

Il globalismo è quasi completamente scomparso, le filiere produttive sono corte, la stagionalità dei prodotti disponibili è ampiamente rispettata.

Clima

Dopo alcuni disastrosi tentativi di controllo del clima ci si è dovuti arrendere alla impossibilità di gestire in modo affidabile i parametri necessari ad controllo affidabile e si è cercato di lavorare sul fronte della riduzione del danno limitando in modo proattivo tutte le fonti di emissioni di CO2. Grazie anche al progressivo esaurimento delle fonti di energia fossili, il livello di CO2 è in lento calo, dopo aver raggiunto e superato le 450 parti per milione intorno al 2025, con un innalzamento del livello dei mari di circa un metro che ha provocato fra le altre cose la parziale distruzione di Venezia nell’Uragano del 2034 e la seconda guerra interindiana del 2045. Le temperature dovrebbero aumentare ancora per circa un paio di decenni per poi calare abbastanza gradualmente ai livelli del secolo scorso, verso il 2150.

L’aumento delle temperature a causa dello scioglimento del permafrost e del rilascio di miliardi di metri cubi di metano nell’atmosfera, è stato particolarmente violento nella Siberia, dove si sono dovute abbandonare la maggior parte delle città a causa dei disastrosi cedimenti del suolo dovuti ai due fenomeni.

Grazie al riscaldamento globale, tuttavia, è stato possibile coltivare il grano su circa 15 milioni di km quadrati di terre dell’estremo nord in permanenza improduttive, permettendo di scongiurare la morte per inedia di ulteriori centinaia di milioni di persone dopo le spaventose siccità del periodo 2015-2025, che hanno distrutto i raccolti americani europei e cinesi.

Nel 2056, dopo più di 25 anni di inverni grigi e piovosi, è finalmente nevicato di nuovo a Mosca, ed il governo ha indetto un giorno di festa straordinario per celebrare degnamente l’evento.

Abitazioni residenziali

Le grandi città sono un ricordo del passato.

Solo le capitali e/o i grandi centri finanziari e commerciali (portuali) resistono ancora, New York, Shangai, Londra, Parigi, Roma, sia pure con dimensioni più o meno dimezzate rispetto a quelle massime.

Alcune megalopoli sono stata addirittura abbandonate, prevalentemente per motivi climatici (anche se, nel caso di Pechino e di New Delhi, abbiano influito anche le conseguenze del reciproco bombardamento atomico con armi ad alta emissività e bassa potenza) La microgenerazione elettrica insieme alla pratica della microcoltivazione, in alcuni casi addirittura idroponica, è capillarmente diffusa.

Le migliaia di grattacieli costruiti nei decenni a cavallo tra il XX ed il XXI secolo sono stati demoliti per recuperarne i preziosi materiali, fatti salvi quelli più imponenti o con valore storico od estetico particolarmente rilevante.

Anche questi sono stati sottoposti ad ampie ed importanti ristrutturazioni al fine di renderli compatibili con una gestione energeticamente efficiente, nei limiti della tipologia di edificio, intrinsecamente energivora. Analogamente sono stati demoliti circa il 70% degli edifici in cemento armato sia per il progressivo degradamento strutturale di questi edifici (soggetti ad un ciclo di invecchiamento paragonabile a quello della vita umana) sia per recuperare materiali utili, in primo luogo i ferri.

I nuovi edifici vengono realizzati con un mix di polimeri e materiali sintetici ad alta resistenza e durata e materiali tradizionali. Le dimensioni sono generalmente modeste ed a misura d’uomo, cercando di privilegiare una struttura autoaggregativa già peraltro annunciata dagli esperimenti urbanistici degli anni 40 e 50 nei paesi nordici, ad esempio Stoccolma, Amsterdam e simili.

Negli Stati uniti circa 120 milioni di persone si sono trasferite, abbandonando buona parte delle grandi città per le quali era comune venuto meno il motivo d’essere. Tra le città abbandonate primeggiano quelle della Louisiana e della Florida (sommerse definitivamente dopo la stagione degli uragani del 2018, con 2 uragani di categoria 5, e 3 di categoria 6, ovvero con venti oltre le 300 miglia orarie). L’abbandono delle metropoli è stato accelerato dal collasso della federazione del 2026 e dalle successive guerre di secessione terminate con una pace ed una confederazione.

Solo nel 2040 circa il traffico di merci ha raggiunto i livelli della metà del secolo scorso, anche grazie alla realizzazione di un sistema di ferrovie moderno, cominciato introno al 2015, dopo la prima crisi petrolifera post picco (il picco della produzione del petrolio si è verificato, come detto nel terzo quarto del 2008 o, secondo alcuni studiosi, nel secondo quarto del 2010).

Vita quotidiana

La vita quotidiana è un interessante mix di semplicità arcaica ed high tech. La connessione internet iperveloce permette di accedere istantaneamente a qualunque genere di informazione in tempo reale, senza attesa, neppure breve. Un film tridimensionale in formato extravid con audio surreal, che occupa circa 2,5 terabyte di informazione, può essere scaricato in circa 5 secondi da una connessione media.

I viaggi personali sono cari, rari e costosi, all’incirca come negli anni 50 del secolo scorso ed anche i tempi di percorrenza, eccettuato per i viaggi sulla navetta suborbitale, accessibili solo per l’1 per mille affluente della popolazione, sono simili.

Purtuttavia sia la struttura del lavoro (l’orario di lavoro dopo il collasso del sistema finanziario e nell’urgenza di mantenere i posti è stato ridotto, in tutto il mondo a 15 ore settimanali) sia quella sociale sono stati modificati profondamente eliminando in pratica la necessità di viaggiare se non per diletto. Rispetto alla società impersonale in voga nei primi anni del secolo si da grande importanza ai rapporti personali tra membri della stessa comunità e le occasioni di svago e di incontro sono soprattutto volte al mantenimento del tessuto sociale locale, mentre i contatti con il resto del paese è svolto soprattutto intermini virtuali, tramite la rete.

Dati i costi elevatissimi raggiunti dai prodotti alimentari, buona parte della popolazione si diletta ( o piuttosto si cimenta) nella coltivazione e nell’allevamento per uso personale, magari organizzandosi per utilizzare i pochi spazi incolti o i terreni condominiali a tal scopo.

Tra gli spot hanno la prevalenza quelli basati sulla cooperazione, la riflessione e l’impegno personale, tutte qualità essenziali in una società che , dopo gli orrori dei primi decenni del secolo ha deciso di abbattere il più possibile stimoli e ragioni di aggressività.

La vita media è, potenzialmente, di circa 180 anni, grazie ai progressi dell’ingegneria genetica e potrebbe diventare anche maggiore se non fosse per la necessità di tenere in qualche modo attivo l’essere umano sottoponendolo inesorabilmente a qualche forma di rischio.

In effetti i maggior rischio di morte si ha intorno ai 20 anni e poi intorno ai 95 ambedue, prevalentemente, per suicidio.

Il controllo delle nascite è lasciato alle scelte dei singoli ma in pratica sono fortemente sconsigliate le famiglie con più di due bambini e, in particolare, le cure ed i trattamenti per il prolungamento della vita oltre i 95 anni sono concessi solo previa sterilizzazione (in precedenza vi erano stati casi di madri di 100 anni).

L’età media della popolazione è quindi elevata e, su base mondiale oscilla intorno ai 55 anni. La fascia di età più interessante ai fini del marketing è quella cosiddetta delle “Grey Panther” ovvero quella che va dai 65 ai 95 anni.

La carta stampata continua ad essere presente benché venga utilizzata, prevalentemente, per i libri e poche riviste di pregio, Il resto della formazione ed informazione viene svolta dai lettori virtuali o dai robot di casa che, a conoscenza dei gusti ed interessi del padrone, lo informano delle novità ed opportunità del giorno.

Le religioni, che hanno avuto un prepotente ritorno nei momenti di crisi dei primi decenni del secolo, hanno ancora una importanza notevole, soprattutto per quanto concerne la sensibilità verso i propri discendenti e la necessità di un comportamento eticamente corretto ed attento alle esigenze della comunità.

In generale, rispetto ai folli anni a cavallo tra il XX ed il XXI secolo, è aumentata la consapevolezza della necessità di una concordia tra persone, classi sociali, categorie, stati per l’affrancamento dallo stato di disperazione e di indigenza in cui ha versato buona parte dell’umanità fino a pochi anni fa’.

Rifiuti

I rifiuti, nel senso in cui erano intesi nei folli anni a cavallo tra il XX ed il XXI secolo non esistono più.

In primo luogo, grazie all’accorciamento delle filiere produttive non sono più necessari imballaggi e/o contenitori particolarmente complicati.

In secondo luogo detti imballaggi, a causa dei costi della materia prima, non derivano dal petrolio che in rarissimi casi ( prevalentemente legati a particolari prodotti biomedicali) essendo per lo più derivati dalla trasformazione di molecole di origine vegetale ( ad esempio molte plastiche derivano dall’amido, secondo un procedimento chimico per la prima volta messo a punto proprio in Italia introno all’ultimo quarto del XX secolo).

I metalli sono integralmente riutilizzati: Con l’esaurimento progressivo delle principali miniere di rame, stagno, piombo, Ferro e con l’aumento esponenziale del costo di produzione dell’alluminio è diventato incredibilmente conveniente riciclare gli scarti metallici e la raccolta porta a porta è attivamente svolta da numerose società grandi e piccole con un riconoscimento monetario ai conferitori che può arrivare al 75% del valore di mercato del metallo stesso.

La diffusione dei dissociatori molecolari permette la produzione di quantità non trascurabili di idrocarburi sintetici, prevalentemente metano, propano e butano, benché, per particolari necessità, siano ancora prodotti anche gli idrocarburi più pesanti, una volta usati nei motori endotermici.

[fonte]

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